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Il portale web regionale del progetto LavoRas è online da ieri. Sul sito sarà possibile per comuni e aziende consultare le informazioni sui cantieri approvati e i bonus occupazionali concessi.

LavoRas metterà in campo 128 milioni di euro per il 2018 e 70 milioni all’anno per il 2019 e il 2020. L’importo è così ripartito: 45,2 milioni di euro per i cantieri di nuova attivazione; 21 milioni e 260mila euro per i cantieri già operativi; 47,8 milioni per le politiche attive per il lavoro e 13,4 per altri interventi specifici. Un Osservatorio, composto da tre rappresentanti ciascuno per Giunta, Consiglio, Enti locali, sindacati e associazioni datoriali, ne verificherà il rispetto del cronoprogramma e l’efficacia. LavoRas offre un’occasione a tutte le tipologie di disoccupati: ai più giovani e a quelli avanti con gli anni, alle donne, a chi non ha professionalità specifiche e ai laureati, a chi non ha mai avuto un’occupazione e a coloro che invece sono fuoriusciti dal mercato del lavoro.

Proprio oggi, l’Insar, soggetto attuatore del programma LavoRas, ha pubblicato la manifestazione d’interesse destinata ai comuni che per i prossimi 30 giorni (45 in caso di comuni in forma associata) potranno presentare i loro progetti. LavoRas stanzierà 45,2 milioni per i cantieri di nuova attivazione per creare oltre 4.000 posti di lavoro da assegnare a tutte le tipologie di disoccupati, di qualsiasi fascia di età. Una volta ricevuto il progetto, Insar ha 30 giorni di tempo per validarlo e mandare la bozza di convenzione ai comuni che in 15 giorni devono firmare. A quel punto inizia la terza fase che coinvolge Aspal e i Centri per l’impiego sulle liste dei disoccupati che vengono inviate dagli enti locali. (l. m.)

Da: L’Unione Sarda 14/06/2018

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È online da oggi il sito di LavoRas sul portale ufficiale della Regione Sardegna.

La piattaforma servirà a garantire informazioni costanti e aggiornate ai Comuni per la parte cantieri e alle imprese per la parte bonus occupazionali. Il progetto, elaborato dall’amministrazione Pigliaru e approvato attraverso l’ultima legge finanziaria, mette in campo 128 milioni per il 2018 e 70 milioni ciascuno per 2019 e 2020. Gli interventi sono suddivisi in due macromisure: cantieri e incentivi occupazionali.

L’importo complessivo è ripartito: 45,2 milioni per i cantieri di nuova attivazione, 21 milioni e 260 mila euro per i cantieri già operativi, 47,8 milioni per le politiche attive per il lavoro e 13,4 per altri interventi specifici. L’iniziativa ha scopo di assicurare opportunità a tutte le tipologie di disoccupati: giovani e meno giovani, donne e persona fuoriuscite dal mercato del lavoro.

Da: Unioneonline/F 12/06/2018

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Com’è noto, ha preso avvio il progetto LavoRAS, che per i c.d. Cantieri comunali con tipologia edile, prevede l’obbligo di applicazione del CCNL edile e l’iscrizione presso l’ente paritetico di riferimento.

La Cassa Edile di Cagliari si rende disponibile a fornire agli enti pubblici le assistenze e i servizi, prevalentemente gratuiti, a favore dei lavoratori assunti nell’ambito dei cantieri occupazionali, tra cui formazione in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e sorveglianza sanitaria.

Si ricorda che il progetto LavoRAS, il piano di lavoro della Regione Sardegna si pone l’obiettivo di essere volano per l’occupazione, con finanziamenti destinati agli enti locali per sbloccare i cantieri nel più breve tempo possibile e con la possibilità, per le imprese, di usufruire di incentivi per l’assunzione di nuovi dipendenti e di assegni formativi per i propri lavoratori. Tra i settori di interesse, un occhio di riguardo per quello edile, considerato da sempre il motore dello sviluppo economico dell’isola.

Il piano prevede, complessivamente, circa 128 milioni di euro (e ulteriori 70 all’anno per il 2019 e il 2020) tra cui una dotazione di 43,1 milioni di euro per incentivi all’occupazione e assegni formativi e 18,3 milioni per interventi specifici. Nei mesi scorsi era stato dato il via libera ai primi due pilastri del Piano: prosecuzione dei Cantieri occupazionali già operativi, finanziata con 21,26 milioni, e Cantieri occupazionali di nuova attivazione, con uno stanziamento di 45,2 milioni di euro. L’obiettivo è quello di partire con nuovi cantieri prima dell’estate. In.Sar. esamina e dà il via libera ai progetti, facendo partire la selezione dei disoccupati, con bando pubblico, con attivazione del cantiere immediatamente dopo che verrà conclusa la selezione.

Per gli approfondimenti Vi invitiamo a visitare il sito di Sardegna Lavoro o contattare gli uffici della Cassa Edile.

Inoltre, nei prossimi giorni potrete essere contattati da un nostro incaricato per fissare una data di incontro per l’individuazione delle specifiche necessità di servizio e la consegna della documentazione utile per iscriversi alla Cassa Edile. Si ricorda che l’iscrizione può essere fatta anche direttamente on-line cliccando qui.

Nell’ambito della X edizione di Leggendo Metropolitano, festival internazionale di culture e tecniche avanzate, ideato dall’associazione Prohairesis, il cui tema per il 2018 è “Tengo Famiglia”, quest’anno, ai Giardini Pubblici di Cagliari, sarà allestito lo spazio B2B. Tale spazio sarà dedicato all’incontro con ospiti e stakeholder per tutta la durata del festival, ovvero dal 6 al 10 giugno, dalle 17:00 alle 22:00; sarà possibile richiedere di essere accreditati per accedere allo spazio B2B contattando la responsabile, la dott.ssa Benedetta Fioraso, all’indirizzo stampa@leggendometropolitano.it.

Inoltre, si segnalano i seguenti incontri:

Venerdì 8 giugno, ore 18 Galleria Giardini Pubblici

Sostenibilità e sviluppo turistico per costruire il futuro

Maria Antonietta Mongiu, Catriona Patterson, Sergio Rizzo, Edoardo Zanchini, conduce Paolo Mastino

Al motto di Conquistiamo la prima fila! i paesaggi costieri italiani raccontano sempre più la grande corsa di famiglie e ombrelloni, case e stabilimenti, per portarsi il più vicino possibile al mare. Il novecento è stato infatti il secolo della spiaggia come obiettivo, status popolare. Questo ha inciso nello skyline delle città costiere, ha contribuito alla loro (spesso) incontrollata espansione, alla costruzione ad hoc di nuove città, villaggi e centri turistici. Ma a che punto sono oggi i processi di trasformazione delle aree costiere? Quali cambiamenti e quali impatti hanno provocato su paesaggi dove storia, fascino naturalistico e colture agricole si intrecciano? E quale relazione infine sul futuro e sulla sostenibilità turistica hanno questi cambiamenti con la modernità dei porti e degli impianti industriali?

Sabato 9 giugno, ore 17.30 Galleria Giardini Pubblici

Dieci anni di scuola in Italia

Alex Corlazzoli, Luigi Gallo, Andrea Gavosto, conduce Marco Meloni

Dieci anni di collaborazione tra Leggendo Metropolitano e la Fondazione Agnelli: dall’eredità della riforma Berlinguer alla Buona Scuola di Renzi, dall’innalzamento dell’obbligo scolastico, passando per la riforma della Maturità, l’introduzione della scuola paritaria, fino ai giorni nostri, in cui la scuola assume i connotati di comunità aperta, innovativa e inclusiva in cui gli studenti dovrebbero diventare cittadini attivi, coinvolti nella crescita e competitività del paese, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. Uno sguardo alle linee di progettazione futura.

Ore 18.30 Viale Giardini Pubblici

Le tre rivoluzioni dell’(in)felicità

Emanuele Felice, conduce Vittorio Pelligra

Nella nostra lunga storia su questo grande sasso abbiamo conquistato il pensiero simbolico, il controllo della terra e sottomesso la potenza dell’energia. Siamo più ricchi e più colti, più liberi, numerosi e longevi. Ma ancora oggi non abbiamo del tutto compreso cosa voglia dire essere felici. Dobbiamo essere felici, nietzscheanamente, per il semplice fatto che possiamo esserlo, o la felicità è invece, aristotelicamente, il “segno”, la conseguenza di una vita vissuta nella virtù? Quanto le nostre tre rivoluzioni ci hanno avvicinato a scoprire la riposta corretta a questo dilemma cui nessuno di noi può sfuggire?

Ore 21 Teatro Civico di Castello

Dialoghi di futuro per interni inattesi

Francesco Librizzi, conduce Luca Molinari

In che modo si progettano gli spazi domestici e come questo si modificano rispetto al cambiare del modo di vivere delle famiglie dei giorni nostri. Una approfondita analisi sui giovani talenti che progettano con attenzione nuove forme di design funzionali alle diverse costellazioni di famiglie. Gli spazi domestici, lavorativi, di comfort e di relax, le biblioteche e le mense, e tutto ciò che riguarda la vita di tutti i giorni nelle nostre città.

Potete prendere visione del programma completo della X edizione del Festival Leggendo Metropolitano cliccando qui.

 

Come noto, il prossimo 25 maggio 2018, diventerà operativo e dunque applicabile in tutti gli Stati membri della CE, il Nuovo Regolamento Europeo (GDPR General Data Protection Regulation) sulla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati. Il Nuovo Regolamento promuove la tutela dei dati personali, con una nuova filosofia di approccio rispetto al passato, basata sulla responsabilizzazione dei titolari del trattamento dati (c.d. accountability). La logica propria del Regolamento è quella di richiedere alle aziende una messa a punto di processi interni di trattamento dati che, partendo da una preventiva valutazione dei rischi sull’utilizzo dei dati stessi, possa mettere in atto sistemi e condizioni di tutela ad hoc specializzati, dunque, in ragione dell’effettiva attività aziendale.  Per le aziende, pertanto, sarà obbligatorio, effettuare una valutazione di impatto preventiva (DPIA) laddove e qualora il trattamento dei dati ponga rischi per i diritti delle persone, e adoperarsi per evitare danni agli interessati. 

Alcuni dei principi caratterizzanti la precedente normativa vengono confermati e pertanto rimangono operativi anche con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento, se pur con qualche modifica e un contenuto più pregnante (per esempio l’obbligo di informativa, il consenso dell’interessato, la distinzione tra dati personali e dati sensibili). Altri, invece, rappresentano delle novità o parzialmente tali (citiamo la denominazione degli attori – il titolare del trattamento, il responsabile del trattamento, i corresponsabili, il responsabile della protezione dati, il diritto all’oblio, il data breach, l’accountability).

Per alcune aziende ed enti pubblici sarà necessario dotarsi anche di un Responsabile della protezione dei dati (RPD) Data Protection Officer (DPO), ossia di una figura specializzata che assicuri la corretta gestione delle informazioni. Scompariranno alcuni oneri amministrativi, quali ad esempio quelli di notificazione anticipata di particolari trattamenti al Garante; in tal senso, si parla di una maggiore responsabilizzazione a fronte di una semplificazione.

Nelle aziende, pertanto, il titolare dovrà effettuare le valutazioni del caso per ridurre al minimo il trattamento dei dati dei propri dipendenti e, in particolare, per utilizzare i dati necessari di ciascun dipendente unicamente per le specifiche finalità previste dal trattamento oggetto di informativa e consenso.

Il Regolamento ridisegna, infine, il sistema sanzionatorio, prevedendo sanzioni che sono state particolarmente inasprite. Si passa da violazioni più leggere, con sanzioni fino a 10 milioni di euro, a quelle più gravi, che possono tradursi in multe fino al 4% del fatturato mondiale di gruppo.

Proprio in tale ottica, e in considerazione delle criticità sollevate da più parti, Confindustria, unitamente ad altre associazioni datoriali, ha inviato due note al Garante per la protezione dei dati personali e al Governo, con l’obiettivo di ottenere a beneficio delle imprese «le necessarie certezze applicative». Confindustria evidenzia la preoccupazione del mondo produttivo in relazione alla circostanza che il quadro normativo al quale le imprese dovranno fare riferimento è ancora caratterizzato da notevoli incertezze anche in ragione del fatto che il termine per approvare il decreto che dovrà integrare le regole europee nel sistema italiano è il 21 maggio e ancora il testo del Decreto non ha concluso l’iter. Gli operatori si trovano davanti un perimetro di regole ancora in via di assestamento e le difficoltà vengono accentuate dall’ampiezza dell’intervento del Regolamento, che, come detto, modifica radicalmente l’approccio richiesto ai titolari di trattamenti di dati personali. 

I dubbi normativi e applicativi rallentano le attività di Compliance (conformità) delle aziende già parecchio articolate, con il rischio molto concreto di arrivare al prossimo 25 maggio senza averle ultimate o, comunque, senza avere le necessarie certezze applicative.

Due sono, sostanzialmente le richieste avanzate da Confindustria.

La prima è diretta al Governo: considerando la prossima scadenza del 25 maggio, è necessario che l’iter di attuazione della citata delega sia il più rapido possibile in modo da consentire a tutti gli operatori di adeguarsi pienamente alla nuova disciplina. 

La seconda è diretta al Garante della Pricacy: Confindustria auspica un impegno formale, volto a improntare a criteri di gradualità e progressività l’esercizio del potere sanzionatorio e i controlli che l’Autorità svolgerà sull’osservanza di nuovi adempimenti. Torneremo sull’argomento non appena il decreto verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e comunque allorquando il Garante della Privacy fornirà le necessarie istruzioni operative.

Circolare Assindustria Notizie N. 7859

Si informano le imprese associate e loro consulenti che, a partire dall’8 maggio, la Cassa Edile e il C.P.T. inizieranno la distribuzione delle scarpe antinfortunistiche, dei gilet multi-tasca e di vario materiale utile per le attività in cantiere.
Il servizio è riservato ai lavoratori aventi diritto che, come da Regolamento, abbiano lavorato 600 ore nell’ultimo esercizio utile presso un’impresa regolarmente iscritta alla Cassa Edile e che siano ancora in forza al momento dell’erogazione della suddetta prestazione.

  Il ritiro potrà essere effettuato, previa convocazione via posta, presso gli uffici della Cassa Edile di Cagliari – ingresso al pubblico in via Darwin n.1, al sotto-piano – dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.30 e dalle ore 15.30 alle ore 17.30, dall’8 maggio fino al 31 luglio 2018. Qualora il ritiro di quanto dovuto non venga effettuato entro la data indicata, si perderà il diritto alla prestazione.
  I lavoratori impossibilitati a presentarsi potranno delegare una persona di propria fiducia, che dovrà presentarsi presso i nostri uffici munita di documento di identità valido ed esibire la delega,  debitamente compilata e firmata dal lavoratore stesso.
 
  Per ulteriori informazioni si invitano le imprese, i lavoratori e i consulenti del lavoro a contattare gli uffici della Cassa Edile allo 070 34230200 o a inviare un’email a info@cassaedilecagliari.it.

Il Sistema Bilaterale delle Costruzioni, SBC, nasce dalla collaborazione integrata tra Cassa Edile, Comitato Paritetico Territoriale (C.P.T.) e Scuola Edile, proponendosi come una organizzazione di servizi. La Cassa Edile di Cagliari opera sul territorio dal 1963, vanta aliquote contributive tra le più basse in Italia e, insieme al C.P.T. e alla SCUOLA EDILE, offre alle imprese regolarmente iscritte, una serie di servizi fondamentali quali:

  • DURC on line e regolarizzazione della situazione contributiva in tempi record;
  • SORVEGLIANZA SANITARIA gratuita;
  • DISTRIBUZIONE DEI D.P.I. ai lavoratori che abbiano maturato 600 ore lavorate;
  • CONSULENZA gratuita IN MATERIA di SICUREZZA (assistenza nella redazione del D.V.R., visite periodiche in cantiere da parte dei tecnici del CPT per migliorare le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro, etc.);
  • CORSI GRATUITI DI FORMAZIONE, secondo quanto previsto dalla normativa vigente sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro e un calendario corsi aggiornato con frequenza trimestrale;
  • SERVIZIO DI ALERT per le visite mediche e i corsi sulla sicurezza prossimi alla scadenza;
  • PIANI DI RIENTRO studiati ad hoc per le imprese in difficoltà con la regolarità contributiva;
  • CONVENZIONI con studi dentistici, ottici, cartolibrerie, autoconcessionarie, consorzi fidi e banche, le quali ampliano le assistenze già previste (rimborsi protesi, borse di studio, etc), poiché sono destinate anche ai familiari di datori di lavoro, lavoratori, consulenti del lavoro;
  • LA FORMAZIONE CHE VORREI: un progetto che vede protagonisti imprese e lavoratori, sulle cui esigenze gli enti di formazione adattano corsi di formazione professionale, con particolare attenzione a BIOEDILIZIA, RECUPERO e RESTAURO, EFFICIENTAMENTO ENERGETICO.
  • APPRENDISTATO: una sezione dedicata del sito internet, dove reperire la documentazione necessaria e le indicazioni per redigere il Piano Formativo Individuale, e richiedere il PARERE DI CONFORMITÀ alla Cassa Edile.

Gli uffici sono aperti al pubblico tutti i giorni, mattina e sera, dal lunedì al venerdì, mentre il sito internet www.sbccagliari.it costituisce uno sportello virtuale, che permette di semplificare l’utilizzo dei servizi, grazie all’accesso telematico alla maggior parte di essi, e garantire risposte immediate ai propri utenti. In pochi click, per esempio, si può iscrivere una nuova impresa, prenotare le visite mediche, comunicare sospensioni e riattivazioni, aderire ai corsi di formazione, richiedere una visita in cantiere da parte dei tecnici del CPT. Inoltre, per chi desidera ricevere assistenza telefonica, nessuna fastidiosa attesa a un centralino, perché, per ogni funzione, avrete a disposizione il numero diretto del referente del servizio richiesto.
Vi ricordiamo che gli uffici di Cassa Edile, CPT e Scuola Edile si trovano tutti nello stesso stabile, in via Fleming 2a, a Cagliari. Qui l’utente potrà sbrigare quelle pratiche che non possono essere effettuate per via telematica, sottoporsi alle visite mediche presso gli ambulatori, frequentare i corsi sulla sicurezza, aggiornarsi sui vari adempimenti normativi e ricevere assistenza da parte del personale, presso un unico indirizzo di riferimento e con ampio parcheggio.

Per visualizzare l’elenco dei servizi in formato .pdf, scaricarlo e stamparlo, cliccare qui

  La Cassa Edile di Cagliari ha liquidato il 19 aprile, le competenze relative allo scatto di Anzianità Professionale Edile (A.P.E.) ai lavoratori delle imprese regolarmente iscritte.

   I titolari di conto corrente bancario riceveranno il bonifico in circa due giorni, mentre i lavoratori che non sono in possesso di conto corrente bancario o che non abbiano comunicato le coordinate bancarie alla Cassa Edile, riceveranno l’A.P.E. con bonifico postale domiciliato in circa tre giorni. In questo ultimo caso si potrà ritirare quanto dovuto recandosi di persona presso uno sportello postale,  muniti di un documento di identità valido e di codice fiscale, previo pagamento del costo postale di 2,00 €.

  Per ulteriori informazioni contattare gli uffici della Cassa Edile della Provincia di Cagliari o inviare un’email a info@cassaedilecagliari.it.

Un 2017 deludente per il settore delle costruzioni in Sardegna, in particolare per quanto riguarda i livelli occupazionali. Secondo il decimo rapporto dell’Ance – l’associazione dei costruttori – illustrato dal presidente regionale Pierpaolo Tilocca, in dieci anni la perdita del numero di imprese iscritte nell’Isola è stata del 40%. Nel 2017 il numero dei lavoratori si è attestato a 40mila, 7% della forza lavoro totale, ma il dato che fa riflettere è quello riferito all’ultimo decennio dove si registra un decremento di 27mila occupati nel settore.

Rispetto alla previsione formulata da Prometeia un anno fa, di un aumento del valore aggiunto del settore delle costruzioni dell’1,1% in termini reali, il preconsuntivo stimato dallo stesso Istituto ha registrato livelli produttivi leggermente inferiori a quelli del 2016 (-0,1% in termini reali). Per il 2017 si è segnalata un’ulteriore contrazione tendenziale del 21,6% della spesa per investimenti in conto capitale dei Comuni della Sardegna (fonte Ragioneria Generale dello Stato), confermando la dinamica negativa registrata nel 2016 (-21,4%).

Il 2018 potrebbe essere un anno con timidi segnali di ripresa. La previsione per l’anno in corso, in Sardegna, è di un aumento del valore aggiunto dello 0,9% su base annua, che interrompe la dinamica negativa in atto dal 2008. A incidere sono ancora gli interventi sulle opere pubbliche, risorse che, per la Sardegna sono previste per 76 milioni di euro.

Deludenti anche gli investimenti nel 2017. Il pre-consuntivo stimato dall’Ance per l’anno passato ammonta al -0,1% in termini reali, con livelli leggermente inferiori al 2016. Sul risultato incide principalmente il proseguimento della dinamica negativa delle opere pubbliche (-3,0%), che impedisce il tanto atteso cambio di segno degli investimenti in costruzioni nel complesso. La flessione, inoltre, supera l’apporto positivo dato dal rafforzamento della ripresa del comparto non residenziale privato (+1,5%) e dal rallentamento della caduta della nuova edilizia abitativa (+0,1%).

“Avevamo grandi aspettative per il rilancio del settore nel 2017. La ricetta per avere una crescita era ottima ma così non è stato – dice Tilocca – gli investimenti nel settore sono calati del 55% negli ultimi 10 anni così come i permessi di costruire sono diminuiti dell’87%. Se l’apporto delle costruzioni fosse rimasto ai livelli del 2008, oggi, avremmo avuto una crescita del 5% e in Sardegna del 2%. Invece il calo degli investimenti non ha permesso di raggiungere questi valori tanto che se nell’Isola il Pil ha avuto una crescita dello 0,9% (2017), il nostro settore è calato dello 0,1%”. Per Tilocca “per arrivare a un ciclo virtuoso tra risparmio e investimenti, le imprese devono poter investire – dice – pensavamo a questo punto di avere una legge Urbanistica che desse chiarezza al comparto ma l’immobilismo ha frenato tutto”.

In flessione anche i livelli produttivi (-0,1%) sui quali ha inciso la dinamica negativa degli investimenti in opere pubbliche (-3%). Secondo l’Ance, infatti, la drastica riduzione delle risorse ha determinato nell’ultimo decennio la rinuncia a circa 60 miliardi di euro di investimenti in nuove opere. In particolare, dal rapporto emerge che la spesa in conto capitale affrontata dai Comuni sardi è diminuita del 21,6% rispetto al 2016. Tilocca ha comunque ricordato che “nell’ambito del contratto di programma con l’Anas si prevede 1 miliardo e 851 milioni di investimenti che comprende, tra gli altri, 288 milioni per il completamento dell’Orientale sarda e 143 mln per interventi di manutenzione e messa in sicurezza della 554 Cagliaritana”.

Note positive: sul fronte delle compravendite si registra un +6,1% nel 2017 (+9% solo nella provincia di Cagliari). Tornano a crescere le erogazioni di credito per il sistema edile (+3,5% nel 2017) e aumentano del 6,4% le erogazioni di mutui che nel 2017 hanno toccato quota 967 mln. Sui mutui, per il secondo anno consecutivo, la Regione risulta la più dinamica di tutte. Infine i bandi: secondo l’Ance nel 2017 risultano pubblicati in Sardegna quasi 1.200 bandi di gara per lavori pubblici, per un ammontare di quasi 600 mln di euro. Rispetto al 2016 si registra una crescita del 5,8% sul numero delle gare e del 29,3% nell’importo.

Da: Redazione ANSA , 17/04/2018

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«Qui si sta bloccando il Paese. Abbiamo la responsabilità di dirlo. E si sta bloccando per la burocrazia. Le risorse ci sono ma non si spendono perché il codice appalti è fatto male, è complicato e farraginoso. Lo diciamo da tempo. I funzionari comunali non fanno le gare perché hanno paura delle verifiche della Corte dei Conti. Sappiamo che gli enti locali non spendono risorse per questo motivo. Ma non possiamo restare i soli a dirlo: anche i Comuni devono prendere posizione, devono fare sentire la loro voce. Nel 2017 gli enti locali hanno speso il 7,4% in meno rispetto all’anno prima». 

A margine del congresso nazionale dell’In/Arch – ospitato ieri a Roma, presso la sede dell’associazione nazionale dei costruttori – il presidente dell’Ance Gabriele Buia continua a denunciare le distorsioni di un sistema che impedisce al settore delle costruzioni di ripartire. 
Dopo aver attaccato i tempi di attuazione delle delibere del Cipe sulle grandi opere – si veda articolo a questo link – e dopo aver dato vita all’iniziativa “Sblocca-Cantieri” sull’assenza di manutenzione edilizia, infrastrutturale e urbana, il presidente dell’Ance apre un nuovo fronte della guerra alla burocrazia: quello della spesa degli enti locali. Anche in questo caso, il problema non sono le risorse perché i vincoli di bilancio sulla spesa degli enti locali sono stati fortemente allentati e sono stati concessi spazi finanziari per chi a risorse da spendere. Ma, nonostante questo, la ripresa degli appalti che si attendeva, ancora non c’è stata. 

Niente di nuovo, a ben vedere. A parte le elaborazioni del centro Studi dell’Ance (con l’ultimo osservatorio congiunturale di febbraio 2018), la contrazione della spesa dei Comuni è stata segnata già a ottobre 2017 dal Cresme, e prima ancora dall’Ifel (Anci) nel rapporto 2017 sulla finanza comunale. Il dato più recente riportato dall’Ifel (e ripreso dal Cresme) nel rapporto, relativo al 2016 è di una riduzione media degli investimenti degli enti locali pari al 18% per gli impegni e al 12% per i pagamenti, con una riduzione del 14,2% dei pagamenti degli enti locali specificatamente riferita al settore delle costruzioni. 

LEGGI L’ARTICOLO – OSSERVATORIO ANCE: «NEL 2017 COSTRUZIONI ANCORA FERME, LA RIPRESA È RINVIATA AL 2018» 

«In questa fase in cui non c’è ancora il nuovo governo, forse ci sono le condizioni favorevoli per dire liberamente quello che non va, per far sentire la propria voce – incalza Buia -. I Comuni devono trovare la forza di segnalare i problemi che questo codice ha generato, perché sembra quasi che sia una lamentela del mondo delle costruzioni, ma non è così».
«Per quanto ci riguarda – riprende il presidente dell’Ance – un paese civile non può sopportare una crisi di dieci anni che continua solo perché le risorse non vengono impiegate: nelle ultime tre leggi di bilancio sono state stanziate nuove risorse, non si può tollerare che i soldi restino lì, non diventino cantieri. Il settore delle costruzioni è l’unico che non è ancora ripartito». 

Nel capitolo “soldi fermi” Buia include anche il contratto di programma dell’Anas: «il programma 2016-2020 che è stato approvato ad agosto 2017 ed è stato sottoscritto dalla Corte dei Conti il primo dicembre 2017. Finora è solo carta. Siamo ad aprile 2018 e dobbiamo ancora mettere in moto tutto il processo». Il piano conta 29,5 miliardi di euro, di cui 23,4 miliardi per lavori in fase di attivazione e in corso di esecuzione. 

LEGGI L’ARTICOLO: ANAS, CONTRATTO DI PROGRAMMA REGISTRATO, AL VIA INVESTIMENTI PER 29,5 MILIARDI 

Tra i “soldi fermi” c’è anche il maxi cantiere della ricostruzione del Centro Italia, dove complessivamente il governo ha messo a disposizione 8 miliardi di euro. «Anche in questo caso – attacca Buia – i soldi ci sono ma non vengono spesi: non spendono i privati e non spendono i comuni. Eppure, proprio per velocizzare la ricostruzione, sono state introdotte delle deroghe al codice dei contratti. Allora dobbiamo capirci: se il codice va bene, perché poi servono le deroghe? Deroghe che, peraltro, non sono neanche servite ad accelerare la ricostruzione». E comunque, quanto a deroghe, il Centro Italia non è l’unico caso: deroghe al codice, ricorda l’Ance, sono state previste in occasione del G7 di Taormina, per i Mondiali di Cortina 2021 e per le Universiadi 2019 in Campania. 

Un caso virtuoso di soldi che si spendono è quello dei lavori ferroviari. Il corposo contratto di programma con le Ferrovie è stato appena pubblicato in Gazzetta. «Le Ferrovie infatti – spiega Buia – essendo un settore speciale, che gode di certe libertà rispetto alle altre stazioni appaltanti, rappresentano l’unica grande committenza che ha dato corso agli investimenti: è la prova del nove che il codice non funziona».

Massimo Frontera

Da: Il Sole 24 Ore , 12/04/2018

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