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Con il rinnovo del CCNL Edilizia Industria/Cooperative, le tabelle contributive della Cassa Edile sono state aggiornate con decorrenza dalla busta paga di gennaio 2019,  come da circolare 398/C.

La tabella contributiva aggiornata è valida anche per il CCNL edile Artigiano/Piccole Medie Imprese, siglato il 31.01.2019, che prevede uguali prestazioni e contribuzioni del CCNL Industria/Cooperative.

  • Per scaricare la circolare Cassa Edile di Cagliari 398/C (11.02.2019) cliccare qui
  • Per scaricare il CCNL edilizia Industria e Cooperative (18.07.2018) cliccare qui
  • Per scaricare il CCNL Artigianato e Piccole Medie Imprese (31.01.2019) cliccare qui
  • Per scaricare il Comunicazione CNCE n. 646 (21.12.2018) cliccare qui

Come noto, e come da Circolare n. 397/C, le contribuzioni versate alla Cassa Edile per “Cassa Edile”, “Scuola Edile”, “Anzianità Professionale Edile”, “Fondo Comitato Paritetico per la prevenzione infortuni, l’igiene e l’ambiente di lavoro”, “Fondo Rappresentanti dei Lavoratori per la sicurezza”, “Aliquota Finalizzata di Sistema” e “Indennità Lavori Usuranti”, devono essere assoggettate a contribuzioni di previdenza, nei limiti del 15% del loro ammontare.

L’accantonamento del 14,20% a titolo di ferie e gratifica natalizia resta sempre assoggettato a contribuzione per l’intero ammontare.

La contribuzione imponibile su cui calcolare i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro e dei lavoratori è ora così costituita:

  1. a) dalla retribuzione, comprese, ovviamente, le somme accantonate alla Cassa Edile a titolo di ferie e gratifica natalizia, al netto del contributo dovuto dal lavoratore alla Cassa Edile (0,40% calcolato su paga base, contingenza, indennità territoriale di settore, EDR, EET e utile di cottimo, ove esista);
  2. b) dal 15% delle somme dovute alla Cassa Edile dal lavoratore e dal datore di lavoro per i titoli sopra elencati (15% del 7,17% = 1,08); resta inteso che quest’ultima percentuale dovrà essere calcolata sulla medesima base imponibile sopra indicata (paga base, contingenza, indennità territoriale di settore, EDR, EET e utile di cottimo ove esista).

Per ulteriori chiarimenti non esitate a contattare gli uffici della Cassa Edile inviando un’email a info@cassaedilecagliari.it. 

Per scaricare e visualizzare la circolare n. 397/C cliccare qui

Il CPT informa le imprese associate che l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), con la recente circolare n. 1/2018, ha fornito importanti indicazioni operative sulla corretta applicazione della disposizione di cui all’articolo 34, comma 1, del decreto legislativo n. 81/2008 relativa allo svolgimento diretto, da parte del datore di lavoro, dei compiti di primo soccorso prevenzione incendi e di evacuazione.

In merito allo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di primo soccorso, nonché di prevenzione incendi e di evacuazione, l’INL ha precisato che tale facoltà concessa al datore di lavoro, (con l’esclusione delle realtà aziendali considerate comunque a rischio – art. 31, co. 6), non significa che lo stesso svolga tali compiti da solo né, tanto meno, che sia esonerato dal rispettare gli specifici obblighi previsti in capo al datore di lavoro dall’articolo 18 del medesimo decreto legislativo.

Nello specifico, come noto, il datore di lavoro ha l’obbligo di “designare i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza” (art. 18, comma 1, lettera b), unitamente all’obbligo di “adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi lavoro, nonché le misure per il caso di pericolo grave e immediato. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva e al numero delle persone presenti.” (articolo 18, comma 1, lettera t). Va inoltre rilevato che come previsto dall’art. 43 comma 2 “Ai fini delle designazioni di cui all’art. 18 comma 1, lettera b), il datore di lavoro tiene conto delle dimensioni dell’azienda e dei rischi specifici dell’azienda o della unità produttiva…”.

Ne consegue che, il solo fatto che il datore di lavoro, previa adeguata formazione, possa svolgere le attività sopra descritte, non comporta che operi in totale autonomia nello svolgimento di tali compiti: lo stesso infatti, si avvarrà dei lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure anzidette, che vanno designati in numero adeguato e sufficiente nel rispetto di quanto previsto nell’art. 43 comma 2 dello stesso Decreto legislativo.

Per prendere visione della circolare n°1/2018 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro cliccando qui.

Stante il potenziale oneroso impatto di tale precisazione, sarà nostra cura tornare sull’argomento non appena interverranno ulteriori specificazioni e/o interpretazioni. Il personale del C.P.T. è a disposizione di imprese e consulenti per fornire ogni eventuale chiarimento si ritenesse necessario

Si comunica che, in data 31 gennaio 2018, è stato stipulato l’accordo tra Ance, Associazioni cooperative e artigiane e Feneal – UIL, Filca – CISL e Fillea – CGIL in merito alla revisione della contribuzione al fondo nazionale APE e alla modifica del contributo minimo APE.

Si rileva che la revisione del contributo minimo, rapportato alla contribuzione APE, decorre dal mese di gennaio 2018, per il quale il software MUT ha già adeguato la relativa denuncia.

In attesa di eventuale e diversa indicazione proveniente dalle parti sociali territoriali, rimane invariata la contribuzione complessiva a questa Cassa Edile, come da aggiornate imputazioni delle tabelle contributive.

Per visualizzare e stampare la circolare n. 396/C della Cassa Edile cliccare qui

Per visualizzare e stampare l’accordo FNAPE cliccare qui

Giungono segnalazioni di un aumento di imprese che, pur svolgendo attività edilizia, si sottraggono all’applicazione del CCNL edile, ricorrendo a contratti, considerati, oltretutto a torto, meno onerosi. Una delle conseguenze è l’evasione dagli obblighi contributivi verso le Casse Edili.

L’errata applicazione del contratto rappresenta una grave alterazione della leale concorrenza tra Imprese, danneggia chi opera nel rispetto delle norme e produce nefasti effetti sulla retribuzione e sui diritti dei lavoratori del settore.

Ricordiamo che le Imprese che operano nell’edilizia e che svolgono lavorazioni merceologicamente riconducibili a tale attività, devono applicare il contratto collettivo dell’edilizia.

Si ricordano in tal senso la nota del Ministero del Lavoro del 24 marzo 2015; l’art. 51 del D. Lgs. 81/2015; l’art. 30, c4 del D. Lgs. 50/2016 (Codice degli Appalti).

Non sono consentite aggiudicazioni, sia nei lavori pubblici che in quelli privati, per imprese non iscritte ad una delle Casse Edili promananti dalle Associazioni di categoria maggiormente rappresentative sul territorio nazionale.

Su tali temi si è consolidata negli anni una corposa giurisprudenza. A titolo di esempio si confrontino: interpello Min. Lav. 18/2012; interpello Min. Lav. 56/2008; nota del Min. Lav. 6/11/2009; per i Lavori Pubblici D. L.gs. n. 50/2016 art. 105; per i lavori privati T.U Sicurezza D. Lgs. 81/2008; art. 90; parere precontenzioso ANAC n. 6 del 4/02/2015; deliberazione AVCP n. 91 del 2007; sentenze Cass. Civ. n. 6869/2012 e n. 1604/2015; Ordinanza Cass. Civ. n. 10140/2014.

Dall’obbligo di iscrizione alla Cassa Edile, con versamento dei relativi contributi, deriva la regolarità contributiva che deve essere congiuntamente attestata da Casse Edili, INPS e INAIL. Per tale ragione, qualora pervengano richieste di DURC da imprese edili, che non sono regolarmente iscritte presso la Cassa Edile territorialmente competente, dovrà procedersi alla segnalazione di irregolarità ai fini del rilascio del DURC on line.

Scarica e stampa la Circolare n.395/C  in formato PDF

 

La Cassa Edile offre alle imprese iscritte l’opportunità di usufruire di un servizio di consulenza, previo appuntamento, per presentare le domande di formazione professionale gratuita per i propri dipendenti, utilizzando i contributi Fondimpresa, attraverso l’adesione all’Avviso 1/2015, in scadenza il prossimo 31 ottobre 2016. In caso di mancata presentazione delle domande, i crediti accumulati nella prima annualità andranno persi.
 

Secondo quanto previsto dagli accordi nazionali sottoscritti il 6 aprile scorso dalle Associazioni nazionali firmatarie del CCNL Edile, come da comunicazioni CNCE n. 591 e n. 592, dalla denuncia MUT relativa al mese di maggio 2016 entrerà in vigore il contributo minimo APE pari a 35,00 per ciascun lavoratore, fissando così un tetto minimo per la contribuzione destinata al finanziamento dell’Anzianità Professionale Edile.

Si sottolinea, come da comunicazione CNCE n. 592, che “il contributo minimo mensile per la gestione APE, di 35 euro per lavoratore, non è un contributo aggiuntivo ma la definizione, in termini forfettari ed omogenei per tutte le Casse Edili, della soglia minima di 100 ore per la contribuzione APE prevista dai precedenti accordi contrattuali in materia.”  

Si rimanda alla Circolare 393/C Fondo APE del 23 maggio per maggiori dettagli.

Scarica e stampa la circolare n. 393/C in formato .pdf

Cassa Edile

Così come comunicato alle Casse Edili in data 11 gennaio 2016, di seguito si riporta il testo dell’accordo sottoscritto il 22 dicembre scorso da tutte le Associazioni del settore edile in merito all’abrogazione, dal 1° settembre 2015, delle disposizioni e delle contribuzioni relative alla Cassa integrazione ordinaria per gli apprendisti.

Accordo Nazionale CIG apprendisti

Scarica e stampa la circolare 391/C in formato .pdf

Cassa Edile

DURC on line operativo dal 1° luglio

Prendendo spunto dalle indicazioni fornite dal Ministero del Lavoro (circolare n. 19/2015 dell’8 giugno 2015) e dalla comunicazione CNCE n. 570, che si allega, si forniscono di seguito le prime indicazioni utili per l’utilizzo della procedura per la verifica della regolarità contributiva in tempo reale, in vigore dal 1° luglio 2015.

               Modalità della verifica e soggetti abilitati

La verifica della regolarità contributiva viene effettuata dai soggetti abilitati tramite l’accesso ai portali INPS (www.inps.it) ed INAIL (www.inail.it) attraverso la funzione “Consulta regolarità” ed inserendo il Codice Fiscale dell’impresa oggetto della verifica.

Tale richiesta sostituisce la procedura attuata mediante Sportello Unico Previdenziale, tranne per alcune discipline, che restano assoggettate alle pre-vigenti modalità di rilascio del DURC richiesto:

          a) in presenza di una certificazione di crediti nei confronti della P.A. (art. 13 bis, c. 5, D.L. n. 52/2012);

          b) in relazione alla regolarità contributiva da verificare «con riferimento alla data di emissione della fattura o richiesta equivalente di pagamento» (art. 6, c. 11-ter, D.L. n. 35/2013);

          c) in applicazione della procedura di emersione di cui all’articolo 5, comma 2, lettera a) del Decreto del Ministero dell’Interno del 29 agosto 2012;

         d) in applicazione della procedura di «esecuzione dei lavori per la ricostruzione e la riparazione di edifici ubicati nel comune di L’Aquila ed in altri comuni del Cratere» ex art. 10 del D.P.C.M. 4.2.2013.

I soggetti abilitati ad effettuare la verifica di regolarità contributiva sono:

         a) le amministrazioni aggiudicatrici, gli organismi di diritto pubblico, gli enti aggiudicatori, altri soggetti aggiudicatori, soggetti aggiudicatori e stazioni appaltanti (…);

        b) gli Organismi di attestazione SOA;

        c) le Amministrazioni pubbliche concedenti;

       d) le Amministrazioni pubbliche procedenti, i concessionari ed i gestori di pubblici servizi;

       e) l’impresa o il lavoratore autonomo in relazione alla propria posizione contributiva o, previa delega dell’impresa o del lavoratore autonomo medesimo, chiunque vi abbia interesse;

       f) le banche o gli intermediari finanziari.

Nella circolare il Ministero chiarisce che, nella prima fase di applicazione della disciplina, i soggetti delegati di cui alle lettere e) ed f) resteranno esclusi dalla possibilità di avviare la verifica di regolarità contributiva in attesa delle necessarie implementazioni informatiche. I soggetti delegati ai sensi dell’articolo 1 della Legge n. 12/1979 (consulenti del lavoro) sono, invece, da subito abilitati.

            Requisiti di regolarità contributiva

L’interrogazione telematica avviene in tempo reale e viene effettuata nei confronti dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi ai quali è richiesto il possesso del DURC. La verifica della regolarità riguarda i pagamenti dovuti dall’impresa scaduti fino all’ultimo giorno del secondo mese antecedente a quello in cui la verifica è effettuata, a condizione che sia scaduto il termine di presentazione delle relative denunce retributive (es. verifica effettuata nel mese di luglio 2015 riguarda i versamenti scaduti al 31/05/2015 di competenza della denuncia mensile di aprile 2015).

Non viene considerato grave uno scostamento tra le somme dovute e quelle versate pari o inferiore a € 150,00, comprensivi di eventuali accessori di legge, con riferimento a ciascun Istituto ed a ciascuna Cassa Edile (l’impresa viene ritenuta, di conseguenza, regolare).

A seguito dell’avvio della procedura del DURC on line, la scrivente Cassa Edile, invierà alle imprese associate un estratto conto della situazione contributiva, comprensiva degli interessi moratori per ritardato pagamento (calcolati nella misura del 50% rispetto a quelli applicati da INPS), per evitare che gli stessi nel fare cumulo, come previsto dalla norma, possano produrre, nella sommatoria, uno scostamento superiore ai 150€, generando così una irregolarità nella emissione del DURC.

Nel caso di verifica con esito positivo il sistema genera un Documento in formato .pdf (non modificabile) con dichiarazione di regolarità. Tale Documento, la cui durata è di 120 giorni, sostituisce il precedente DURC (es. DURC per: appalto di lavori pubblici, lavori privati in edilizia, attestazione SOA / iscrizione albo fornitori, agevolazioni / finanziamenti / sovvenzioni / autorizzazioni, ecc.) e sarà utilizzabile, oltre che nel procedimento per cui è stato richiesto, in ogni altro ambito in cui sia prevista l’acquisizione della verifica della regolarità (unicità della verifica di regolarità).

Qualora la verifica interessi la posizione di un soggetto per il quale sia già stato prodotto il DURC in .pdf il sistema rinvia al medesimo Documento, ove lo stesso risulti ancora in corso di validità.

Qualora invece non sia possibile attestare la regolarità contributiva in tempo reale, INPS, INAIL e Casse Edili trasmettono via PEC all’interessato o al consulente del lavoro delegato l’invito a regolarizzare la posizione, con indicazione delle cause di irregolarità rilevate da ciascuno degli Enti, entro 15 giorni dalla notifica dell’invito alla regolarizzazione. Decorso il termine assegnato per la regolarizzazione, il risultato negativo è comunicato esclusivamente ai soggetti che hanno effettuato l’interrogazione. Il Documento riporta in tal caso gli importi a debito e le cause di irregolarità.

            Soggetti abilitati alla verifica

 Oltre a INPS ed INAIl è abilitato alla verifica della regolarità contributiva il sistema delle Casse Edili, che viene coinvolto per imprese iscritte in BNI (Banca dati nazionale delle imprese irregolari) o per le imprese con inquadramento previdenziale edile (CSC edile – codice statistico contributivo edile).

Le Casse Edili abilitate ad effettuare la verifica sono quelle costituite da una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro stipulanti il contratto collettivo nazionale e che siano, per ciascuna parte comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e che siano riconosciute dal Ministero del Lavoro. In tal senso sarà predisposto dal Ministero del Lavoro un apposito elenco ministeriale per la redazione del quale le parti sociali sono in attesa di un incontro con gli uffici del Ministero stesso.

            Codice Statistico Contributivo (CSC) edile

L’inquadramento previdenziale nei diversi settori di attività viene effettuato dall’INPS con riferimento all’attività effettivamente esercitata, indipendentemente dal CCNL applicato. Se un’impresa ha un CSC (Codice Statistico Contributivo) edile, il Durc On-Line riporterà sempre l’esito delle Casse Edili, indipendentemente che l’impresa abbia dipendenti (operai e/o impiegati) oppure no (lavoratori autonomi o società con soli soci lavoranti). Da luglio 2015 anche le imprese senza dipendenti con CSC edile devono essere iscritte alla Cassa Edile; l’iscrizione non comporta l’invio delle denunce ed il pagamento dei relativi contributi, ma è requisito essenziale per il rilascio del Durc On-Line regolare.

            DURC richiesti prima del 1° luglio 2015

Da ultimo si ritiene utile chiarire che i DURC richiesti prima del 1° luglio 2015 e in corso di validità possono essere utilizzati nelle ipotesi e nei periodi di validità previsti dalla pre-vigente disciplina.

            Fonti normative 

Art. 4 D. L. n. 34/2014 conv. da L.n.78/14 “Semplificazioni in materia di regolarità contributiva;

D.M. 30.01.2015 “Semplificazione in materia di DURC” G.U. n. 125 del 01.06.2015;

Circolare. Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 19/2015 dell’8 giugno 2015;

– Circolare INPS n. 126/2015, circolare INAIL n. 61/2015 e comunicazione CNCE n. 570/2015;

Scarica e stampa la circolare 391/C in formato .pdf

Cassa Edile

Si comunica che dalla paga del mese di maggio, entrano in vigore le disposizioni in materia di trasferta regionale. Si tratta di una importante novità che consente alle imprese sarde, di rimanere iscritte presso la Cassa Edile di provenienza, anche in caso vadano a lavorare fuori provincia, per ogni tipologia di lavoro svolto ed a prescindere dalla durata del cantiere, purché la trasferta venga effettuata nel territorio della stessa Regione. 

La trasferta regionale è disciplinata dall’allegato accordo del 2 febbraio 2015, cui le Casse Edili provinciali della Sardegna, previo un iniziale periodo di sperimentazione, hanno dato immediata attuazione.

Questi gli aspetti principali di interesse disciplinati:

  • i lavoratori e l’impresa in trasferta rimangono iscritti nella Cassa Edile di provenienza, cui vengono effettuati i relativi versamenti. In caso di assunzioni in loco di operai non trasfertisti, si applica la disciplina ordinaria ed il contratto integrativo della circoscrizione di cantiere, con presentazione delle denunce alla Cassa Edile competente per territorio.
  • la contribuzione dovuta alla Cassa Edile per i trasfertisti è quella in vigore nella Cassa Edile di provenienza;
  • le prestazioni ai trasfertisti vengono erogate dalla Cassa Edile di provenienza;
  • l’impresa in trasferta ha diritto di usufruire di tutti i servizi in materia di sicurezza in essere nell’ente ove si svolgono i lavori (ad es. sopralluoghi in cantiere da parte dei tecnici CPT);
  • permane l’obbligo da parte dell’impresa di trasmettere la comunicazione dei lavori alla Cassa Edile competente per territorio del cantiere.

         Onde consentire il corretto funzionamento della disciplina della trasferta regionale e fruire dei suoi vantaggi, è fondamentale l’esatta indicazione dei cantieri nella denuncia MUT.

         Ferma restando l’applicazione del contratto integrativo della circoscrizione di provenienza, il trattamento economico derivante al trasfertista dall’erogazione di minimo di paga base, indennità di contingenza e indennità territoriale di settore, nonché della quota assoggettata a contribuzione del trattamento di trasferta previsti dal contratto integrativo della circoscrizione di provenienza, non può essere inferiore al trattamento derivante dall’applicazione di minimo di paga base, indennità di contingenza e indennità territoriale della circoscrizione in cui si svolgono i lavori. L’eventuale integrazione è corrisposta a titolo di indennità territoriale temporanea.

         In caso di trasferte di operai provenienti da province di altre regioni, in attesa della prevista regolamentazione della trasferta nazionale, resta ferma la disciplina precedente.

Stampa PDF (Circolare e Accordo)

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